effetto placebo

medicina saporita per malati (veri e) immaginari

mercoledì, 27 ottobre 2004

E' come quando gioca, un fantasma! (ovvero c'è ma non si vede)

 

 

 

 

Juan Sebastian Veron

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La cosa peggiore di essere scoperti è non esserlo

Con questa frase si apre il film L'avversario, di Nicole Garcia, tratto dalla vera storia di Jean-Claude Romand che, nel gennaio del 1993, uccise sua moglie, i suoi bambini e i suoi genitori (storia già romanzata nell'omonimo libro di Carrère). Il motivo di questa tragedia fu l'impossibilità di continuare a portare avanti una vita fatta di menzogne, di lauree non prese, di ruoli professionali non ricoperti, di agiatezze economiche effettivamente non godute. E' quindi un film sulle menzogne, a se stessi per sopportare una vita di insuccessi, agli altri per non deludere le loro aspettative. Ma è anche un film sulla superficialità delle persone che ci circondano, impotenti nel comprendere una realtà non reale perchè incapaci di andare oltre la soggettiva complessità di una persona. Perchè la follia e il disagio sono in ognuno di noi, ma non sempre colte dagli occhi di chi ci guarda. Per saperne di più.

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E' stato bello...

...ragazzi vi saluto, pare che in ufficio ci stacchino la corrente perchè non abbiamo pagato una bolletta di 260 euro. Incredibile.

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martedì, 26 ottobre 2004

Cose di casa

Alle prese con un trasloco radicale, di quelli che tua sorella ormai trentenne trova anche, grande come un’unghia, la gomma più importante della sua collezione di bambina, mi sono emozionato nel ritrovare:

Ragazzi è stata dura, ma ne sono (quasi) uscito indenne. Vedremo al prossimo.

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venerdì, 22 ottobre 2004

Musician in rain

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Robert Doisneau

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giovedì, 21 ottobre 2004

Allarme bomba

Questa notizia mi fa ricordare quando anch'io, ai tempi del liceo, pensavo di telefonare a scuola inventando la presenza di una bomba per evitare compiti in classe dal risultato già scontato. Comunque non l'ho mai fatto, mi sono sempre assunto le mie responsabilità (dei bei 4 scritti in rosso!!).

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Nudi alla meta

Molto di attualità in questo momento, viste le recenti gesta di Brigitta Bulgari subito riprese da blog amici (uno e l'altro), scopro che una radio nazionale promuove da molto tempo la pratica dello streaking all'interno del suo vasto programma di ab-branding. Ecco cosa propongono loro: "andrai allo stadio domenica? Hai sempre ammirato gli streaker (quelli che corrono tutti nudi davanti a fotografi e telecamere) inglesi? Ripeti le loro gesta entrando in campo tra il primo e il secondo tempo della partita coperto/a solo da una bandiera della Radio! La bandiera la forniamo noi…al resto dovete pensare voi...".

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martedì, 19 ottobre 2004

Indiscrezioni

Per riequilibrare il motomondiale l'anno prossimo Valentino Rossi guiderà questa moto.

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domenica, 17 ottobre 2004

Allucinazioni? No, ricordi.

 

Ora c’è, ora non c’è più. Il mistero del gufo rosa continua. Ma quale significato gli vogliamo dare (giusto perché è domenica sera e non abbiamo voglia di fare un cazzo, se non riprenderci dalle fatiche del fine settimana)? Partiamo allora dalla domanda che abbiamo sentito pochi giorni fa: “Ti è mai successo di salutare qualcuno sapendo che non l’avresti più rivisto?”. Risposta: “In effetti sì, e forse più di una volta”. Dopo un giorno ci imbattiamo in un discorso serrato sull’universo emotivo, le aspettative ad esso legate e il modo soggettivo di porsi. Risultato: una curiosa visione notturna della quale ancora dobbiamo chiedere, e darci, un’interpretazione. Dopo un giorno ancora rimaniamo impressionati da un film, Memento, che casualmente arriva nel momento giusto, quasi a chiudere il cerchio. Ma quale cerchio? La memoria, le esperienze, i ricordi, la realtà, l’inconscio. Partiamo dalla fine. I ricordi (ricordi) sono semplici interpretazioni della realtà che, come la corrente del mare crea una schiuma densa in superficie, fanno emergere ciò che non ha spazio nella realtà (realtà) ma che appartiene più ad una dimensione inconscia (inconscio). Ci spieghiamo meglio. Pur essendo reminescenze di esperienze (esperienze) vissute, quindi reali, i ricordi non sono sempre uguali a loro stessi ma sono sottoposti ad un’interpretazione che cambia in funzione delle nostre aspettative, passate-presenti-future. Questo vuol dire che la memoria (memoria) non ha una genesi razionale bensì emotiva, o forse che la sola memoria che non tradisce, perché immutabile, è quella legata all’istinto e non all’inconscio. Ma allora perché il gufo rosa? Perché la sua scomparsa rappresenta la scomparsa di un ricordo irripetibile, non tanto nella ripetizione dell'esperienza che l'ha generato (realtà), quanto nella ripetizione dell'interpretazione emotiva ad esso legato (inconscio). Un’ultima cosa, volevamo scusarci per il ‘noi’ utilizzato in questo post, che fa molto mago Otelma, ma che serve per non escludere nessuno.

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Allucinazioni?

 

 

 

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sabato, 16 ottobre 2004

Dr. Dixie jazz band

In una piccola e buia via del centro di Bologna c’è una realtà che assomiglia tanto ad un film sull’America degli anni ‘20, quando il proibizionismo costringeva la società a nascondersi all’interno di club che all’apparenza sembravano altro. Luoghi nascosti dove poter bere, ballare e ascoltare musica. E’per questo che quando suoni il campanello davanti ad una porta in ferro, entri e scendi per una piccola discesa coperta ritrovandoti in uno scantinato con già la musica che riempie gli spazi presenti, ti sembra veramente di appartenere ad una setta che si muove sotterranea per non farsi riconoscere, per non essere presa. Un grande cartello annuncia che il locale è privato, e che possono entrare solo persone gradite, amici dei presenti. La verità è che tutti sono benvenuti, purchè amici del jazz e della convivialità e, come dice Dr. Dixie, amici della cavalleria nei confronti delle donne. Ed ecco che finalmente apri la porta e non credi ai tuoi occhi. Te li strofini più di una volta, ti riempi di pizzicotti per svegliarti da questo affascinante sogno, ma ti accorgi che è tutto vero, perché un sorriso comincia a crescerti sul viso ed una densa energia comincia a fluirti nel corpo e nella mente. Allora prendi posto su una delle tante sedie presenti, cercando quella che ti consenta di vedere meglio la band ma anche le pareti e tutto quello che portano appese. Su un piccolo palchetto 8 attempati signori, tromba, trombone, 2 sax, basso, batteria, pianoforte e xilofono, si danno da fare suonando e cantando, divertendosi e cercando di far divertire gli intervenuti, anche se in alcuni momenti sembra che non si accorgano neppure della loro presenza. E in più c’è Franco, che si occupa di dare il tiro a tutti quelli che vogliono entrare in questo scrigno e di impedire ai presenti di bere e di fumare (solo Dr. Dixie può bere del vino e fumare delle sigarette, perché dice che solo le sue sono pregne di musica). Sulle pareti c’è di tutto, gagliardetti, bombette e mandolini, copertine di dischi, poster di concerti tenuti in città e nei paesi circostanti ormai ingialliti dal tempo e il cui odore si mischia all’odore umido di una cantina, forse un tempo deputata a contenere damigiane di vino. E così le canzoni e le suonate si susseguono, intervallate dagli applausi e dalle chiacchierate dei musicanti e da qualche curioso e divertente atteggiamento del Dr. Dixie che si sbatte affinché tutti trovino posto a sedere e che si arrabbia se vede il pubblico troppo distratto nella conversazione. Credo sia da molto tempo che questo film si ripropone tutti i venerdì sera (la band ha cominciato a suonare nel 1952) mantenendo inalterati i protagonisti e convogliando verso di sé sempre nuove comparse. Se credete che io abbia raccontato troppo di questa storia, provatela a vivere. Poi mi direte.

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giovedì, 14 ottobre 2004

Vangeli apocrifi

Quasi muovendosi all'interno della turbinante colonna d'aria, Giuseppe entrò in casa, chiuse la porta dietro di sè e vi rimase appoggiato per un minuto, aspettando che gli occhi si abituassero alla penombra. Accanto a lui, il lume brillava fiocamente, quasi senza irradiare luce, inutile. Maria, supina, era sveglia e vigile, guardava fissamente un punto davanti a sè, e sembrava in attesa. Senza pronunciare una parola, Giuseppe le si avvicinò e, piano piano, scostò il lenzuolo che la copriva. Lei sviò lo sguardo, sollevo leggermente la parte inferiore della tunica, ma alzandola soltanto fino all'altezza del ventre, mentre lui si chinava e faceva lo stesso con la propria, e Maria, nel frattempo, aveva aperto le gambe, oppure le aveva divaricate durante il sogno, lasciandole poi così, magari per inusitata indolenza mattutina o forse per un presentimento di moglie consapevole dei propri doveri. Dio, che è dappertutto, era anche lì, ma essendo ciò che è, puro spirito, non poteva accorgersi come la pelle dell'uno sfiorasse quella dell'altro, come la carne di lui penetrasse quella di lei, entrambe create apposta, e forse non era più lì quando il seme sacro di Giuseppe si riversò nel sacro interno di Maria, entrambi sacri perchè fonte e coppa della vita, in realtà vi sono cose che neppure Dio capisce, anche se le ha create. Uscito quindi nel cortile, Dio non potè udire il suono ansimante, quasi un rantolo, che uscì di bocca all'uomo nel momento cruciale, e tanto meno l'impercettibile gemito che lei non fu capace di reprimere. Solo un minuto, e forse neanche tanto, riposò Giuseppe nel corpo di Maria.

(Il vangelo secondo Gesù Cristo - José Saramago) 

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I più pudici sono pregati di fermarsi al titolo. E di non guardare neanche la foto.

Il pretesto era la presentazione del suo ultimo libro di foto vagamente pornografiche, Kibosh, mentre l'evento si è, in modo alquanto disinvolto, materializzato in una mostra fotografica d'autore. Il protagonista assoluto era Terry Richardson, ai più conosciuto come ideatore e realizzatore delle campagne fotografiche della Sisley presenti nei suoi flagstore (gigantografie di ragazze e nulla più). Ebbene, nella carrellata di foto appese alle pareti il soggetto predominante e dominante era il fallo di Terry, a volte accostato a bocche vogliose di donne (come nell'esempio riportato sopra) e ad altre zone erogene femminili, a volte stretto tra le sue stesse mani. Una serie di fotografie nelle quali prevaleva la subordinazione della donna all'Uomo-Terry e al suo organo e dove tutto veniva spettacolarizzato: l'amplesso, le persone (a volte mascherate), gli sguardi (diretti verso la macchina fotografica e costantemente illuminati da sorrisi esibizionisti e compiacenti). Non so se questa possa essere considerata arte, perversione o trascendimento della realtà (o forse lo so), però la reazione di stupore e di quasi imbarazzo suscitata nei presenti era molto curiosa e divertente, considerando soprattutto l'ostentato accostamento tra cazz* appesi alle pareti e le presenti donne bene con messa in piega e tailleurs griffati. Comunque una considerazione finale è d'obbligo: cosa permette ad una persona di esporre pubblicamente foto delle proprie scopate come se nulla fosse? solo essere il Terry Richardson di turno?

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mercoledì, 13 ottobre 2004

Caro Professore, prendila con filosofia

Dopo la doppia bocciatura come Vice Presidente della Commissione Ue e come Commissario alla Giustizia e alla Sicurezza il mondo cristiano italiano si stringe intorno a Rocco Buttiglione e afferma (via Cardinale Tonini) che "in democrazia dovrebbe essere sempre possibile lo scambio di idee, non si puo' negare a nessuno di avere i propri convincimenti''. Giusto. Non a caso il Parlamento Europeo ha bocciato il candidato Buttiglione democraticamente. E ancora "io temo che da qualche parte si nutra un atteggiamaento di rifiuto nei confronti della posizione cristiana in quanto tale; io sono assolutamente per la libertà di dibattito in seno a un parlamento, mi chiedo però se non emerga una tendenza a respingere di per sè le radici cristiane". Infatti. Tanto è vero che la nuova Costituzione Europea, in seguito all'opposizione di alcuni governi, non riconosce esplicitamente le radici cristiane dell'Europa. In fin dei conti siamo ancora in una situazione di 'una testa un voto'.

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lunedì, 11 ottobre 2004

In una città per turisti

La sensazione che si ha girando per le vie del centro è proprio quella di essere in una città pensata e realizzata ad hoc per i turisti che riempiono le tasche di amministrazione, boutiques ed esercizi pubblici, quindi specularmente non ragionata per i cittadini che in buona sostanza la vivono riempiendo anch'essi quelle stesse tasche. Forse non dovrebbe inorridire una considerazione del genere se si pensa che la vocazione di Milano è sempre stata commerciale ed affaristica, di continuo impegno in una affannosa evoluzione di se stessa finalizzata a non perdere il passo con le più importanti capitali europee. Ma in effetti è proprio qui che sta il punto: la città meneghina è sì per turisti ma non del genere di quelli che si potrebbero incontrare a Roma e Barcellona, alla ricerca di monumenti e altre bellezze artistiche, o per Londra e Berlino, immersi in un ambiente altamente identificativo. A Milano si va per lo shopping, semplicemente e banalmente. Esempi sono la recentissima chiusura di un cinema simbolo della città (nel 1926, anno della sua apertura, il cinema 'del corso' era il più grande d'Europa) per far posto all'ennesimo supermercato dell'abbigliamento, oppure la stessa mistificazione della moda e del suo significato/valore attraverso la creazione di una scultura (ago e filo) posta in una delle piazze più importanti e strategiche della città, o infine, per fortuna ancora in fase di discussione, la creazione di una città della moda attraverso la valorizzazione (siamo sicuri?) di uno dei quartieri di Milano più in voga in quest'ultimo periodo: il quartiere isola. Ma se questo succederà ci saranno realtà ben radicate nel quartiere che vedranno interrotta la propria attività, popolare perchè espressione di un territorio che ha trovato nella sua marginalità lo stimolo per creare relazioni, dialogo, collaborazioni, creazioni, più significative, perchè frutto della condivisione dei partecipanti, e autentiche, perchè sorte dalla filosofia 'dello sbattersi per avere', rispetto alle patinate vetrine del centro imposte da gente che arriva da fuori. Una realtà di queste, che rischia la vera e propria demolizione, è Cantieri Isola - Laboratorio di quartiere (anche conosciuto con il nome 'Stecca degli Artigiani') che accoglie una dozzina di associazioni impegnate in attività artistico/ricreative e che organizza, ogni seconda domenica del mese, un mercatino biologico nei giardini adiacenti. Lo scorso sabato ho fatto un giro con lo zio per questa piccola area che è la Stecca e sono rimasto sorpreso dai mille odori, colori e rumori che, come in una kasbah, si inseguivano nell'aria risvegliando i sensi ormai sopiti dal vivere in una città mono (odore-colore-rumore). Complimenti a chi non si piega a vivere Milano come un turista, ma crede ancora che la città possa avere una forte identità (o anima) partendo, già, dalla creazione di relazionalità tra persone. Anche se solo appartenenti allo stesso quartiere.

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venerdì, 08 ottobre 2004

Italia: rifugiati politici o economici?

 

 

 

 

 

 

 

 

(da Repubblica del 7 ottobre 2004)

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mercoledì, 06 ottobre 2004

Life in the Box

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scatole (Progetto Fotografico Cattività, Rebibbia - Roma)

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Ehm...come?

In attesa di conoscere il vincitore dell'edizione 2004 del premio "Foot in the Mouth" (una sorta di Tapiro d'Oro internazionale, qui accanto nella foto), godiamoci l'exploit verbale rilasciato dal segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld durante una conferenza stampa al Pentagono e riferita alla situazione in Iraq, che gli ha permesso di aggiudicarsi il posto d'onore per l'anno 2003: "Trovo sempre interessanti le notizie di cose che non sono avvenute perché, come sappiamo, vi sono fatti noti conosciuti. Ci sono cose che sappiamo di sapere. Ma sappiamo anche che ci sono fatti noti sconosciuti. Inoltre sappiamo che ci sono cose che non sappiamo. Ma ci sono anche fatti ignoti sconosciuti - che sono le cose che non sappiamo di non sapere".

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lunedì, 04 ottobre 2004

Teoria evoluzionista

L'italiano medio (medio per istruzione, cultura e soprattutto reddito) sta vivendo un'evoluzione dei propri costumi che lo porterà sempre di più ad assomigliare, come stile di vita, a quelle popolazioni che tanto invidiamo in quanto a filosofia del day-by-day. I motivi alla base di questo mutamento sono il vivere all'interno di una società (locale/globale) le cui vicissitudini impongono una presa di coscienza rapida e consapevole della realtà. Ecco perchè l'incapacità di progettare il futuro crea meno aspettative nell'i.m., quindi meno ansie dovute ad un cieco ed infruttuoso inseguimento di risultati, offrendogli al contrario la possibilità di apprezare quel tanto o poco che riesce ad ottenere. L'i.m. si ritrova così a crearsi una sorta di visione fatalista del divenire, nella quale il concretizzarsi di un deus ex machina sarebbe l'unico avvenimento in grado di dare una svolta radicale alla propria vita, ma non per questo volutamente necessario (o necessariamente voluto).

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venerdì, 01 ottobre 2004

Ostaggi di Serie A e di Serie B?

Sulla liberazione delle due Simone il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini afferma: ''Una gioia enorme. E' il risultato di un'azione meticolosa, estenuante, corale. Oggi finisce un incubo per le famiglie delle due Simone e per tutti noi. Anche se rimane sempre vivo il ricordo per chi non c'e' piu''. (Fonte Adnkronos)

Forse il vicepremier si riferiva a Enzo Baldoni, per il quale nulla di concreto è stato fatto al fine di garantirne la liberazione e neanche, ad oggi, di organizzarne il rimpatrio della salma?

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