Beffato da un bancomat
Da ieri sera comincio a credere che anche gli oggetti siano animati, e non perché la stanchezza e la pesantezza (più brindisi fatti che ore dormite) del week-end pasquale mi si ripercuotono contro gettandomi in uno stato di disperazione (sarà la vita da ufficio?), piuttosto perché non riesco a trovare, da ieri sera appunto, una tessera di pochissimi centimetri quadrati in una macchina di pochissimi metri quadrati. Secondo me è grave.
Primavera alle porte
Ambarabacicicoco
Se ho freddo io a tirare fuori le mani dalle tasche per prendere una moneta non posso immaginare quel signore che davanti a S.Lorenzo suona il violino, che pure mi sorride. Il mio egoismo passa anche da queste cose, non certo nel non fare l'elemosina a chi la chiede, ma semplicemente nel non accorgermi che nella quotidianità succedono cose ed esistono persone che vogliono entrare nel mio mondo, anche solo per un istante, anche solo in punta di piedi. Non trovo lo zenith di fronte a me però ho ri-scoperto cosa vuol dire essere libero.
coupe de theatre
eartmagazine
ei
guerriglia marketing
il mucchio
le mie cose
maquiladora
marmellata
midori
network for contemporary art
pensieri malati
polaroid
primabase
risorse umane
tristementefelice
turning the tide
zitti al cinema
zona nebbiosa
*loading* malati immaginari